di Chiara Sangalli e Ginevra Ceserani, classe 2^ LSS
Siete mai stati in una cavità scavata nella montagna? Giovedì 7 novembre noi della classe 2^ LSS, insieme agli alunni della 1^ LSS e della 1^ AFM, siamo andati ad Albavilla al Buco del Piombo, una grotta spettacolare scavata nel calcare detto Maiolica, la cui formazione risale all’incirca a 65 milioni di anni fa. Dopo esserci trovati ad Albavilla, ci siamo incamminati verso l’ingresso della grotta, scattando foto e ridendo lungo il percorso. All’arrivo, siamo stati divisi in due gruppi: mentre il primo visitava l’interno della grotta, il secondo ascoltava con attenzione la guida, il signor Filippo Camerlenghi.
La guida ci ha raccontato che, durante il medioevo, gli abitanti di Erba utilizzavano il Buco del Piombo come rifugio durante le guerre. Dopo la vittoria contro Federico Barbarossa, gli erbesi si ritirarono proprio qui. La grotta è stata in seguito meta di molti studiosi e visitatori illustri, tra cui la regina Margherita di Savoia.
Quando il primo gruppo è uscito, è stato il nostro turno. Ci hanno fornito caschi muniti di cuffietta e torce, poiché l’interno è completamente buio. L’atmosfera era silenziosa e misteriosa, illuminata solo dalle nostre torce. Le pareti della grotta erano incise con date e nomi, testimonianza del passaggio che la cavità è stata utilizzata spesso in passato. Ad un certo punto del percorso però, fasci di luce naturale colpivano le rocce, facendole brillare come se fossero ricoperte di glitter luminosi.
Vi siete mai chiesti come sarebbe vivere nell’oscurità totale? Noi lo abbiamo sperimentato durante la nostra escursione. Attraversando i corridoi del Buco del Piombo siamo arrivati alla grotta dove gli orsi passavano il letargo e la guida ci ha fatto spegnere tutte le torce per essere circondati dall’oscurità totale: non si vedeva nulla, e ci sembrava di vivere l’esperienza degli orsi senza alcun raggio di luce. Dopo alcuni minuti, la guida ha acceso una piccola luce verde smeraldo per mostrarci come i fasci di luce diventassero visibili nell’oscurità assoluta.
All’uscita dalla grotta, ci siamo trovati davanti una vista spettacolare e ne abbiamo approfittato per scattare delle foto per immortalare il momento. Un tempo, l’area era attrezzata con un bar, barbecue, tavolini e persino un punto per la preghiera, come ci ha raccontato la guida. Dopo un lungo periodo di chiusura, il Buco del Piombo è stato finalmente riaperto, e i nostri insegnanti hanno colto l’occasione per portarci in visita. Dopo la visita, siamo andati in una trattoria alpina per pranzare. Ci hanno servito pasta al sugo, patatine fritte e, come dessert, una crostata alla marmellata di frutti di bosco. E’ stata una bella occasione per stare tutti insieme e condividere un’attività didattica diversa dal solito, all’aperto, a contatto con la natura e le bellezze del territorio.
Sebbene l’idea di entrare in una grotta possa non entusiasmare tutti, la visita al Buco del Piombo è stata un’esperienza che ci ha sorpreso e conquistato: non è stata solo un’escursione, ma un viaggio nel tempo. La grotta ti circonda di un’atmosfera speciale, che mescola mistero, storia e natura. La sensazione di camminare tra le rocce millenarie e immaginare le vicende che vi si sono svolte ha lasciato tutti noi a bocca aperta. Consigliamo vivamente questa visita ad altre classi, sperando che la grotta rimanga aperta a lungo per altre generazioni di studenti.
Il Buco del Piombo è un luogo che tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita. Noi siamo pronti per la prossima avventura, e voi? Siete pronti per scoprire i segreti di questa meraviglia naturale?
Sapevate che…
Il Buco del Piombo è situato a circa 692 metri di altezza ed è una delle grotte più grandi della Lombardia. Prende il nome dalla presenza di depositi di minerali che sembrano piombo, anche se in realtà si tratta di altri metalli. La grotta è famosa per le sue peculiarità geologiche e per la presenza di resti fossili di animali preistorici, tra cui ossa di orso delle caverne.









