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Cronache Manzoniane

Esperienza indimenticabile: con i bambini dell’oratorio di Civenna tra rugby e atletica

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Esperienza indimenticabile: con i bambini dell’oratorio di Civenna tra rugby e atletica

Tempo di lettura: 3 minuti

di Matteo Gerosa e Pietro Filippini, classe 4^ LSS

A gennaio, nelle classi del triennio, si tirano le somme delle ore svolte nell’anno precedente o si programmano le attività dell’anno in corso per i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, il cosiddetto PCTO, un’attività obbligatoria per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado in Italia, introdotta come evoluzione dell’Alternanza Scuola-Lavoro (ASL). Il PCTO ha l’obiettivo di collegare la formazione scolastica con il mondo del lavoro e delle professioni, sviluppando competenze trasversali e orientando gli studenti verso scelte consapevoli per il loro futuro.

Nell’ottica di questi percorsi, la scorsa estate abbiamo avuto l’opportunità di vivere un’esperienza che ci ha arricchiti profondamente, permettendoci di entrare in contatto con il mondo dei bambini in modo del tutto nuovo.

Come compagni di classe e amici, abbiamo deciso di dedicare il nostro tempo ai ragazzi dell’Oratorio di Civenna, appartenente alla parrocchia del Don Giovanni Giovannoni, condividendo con loro le nostre passioni per lo sport, in particolare per il rugby e l’atletica. Ogni mattina, al nostro arrivo, venivamo accolti con entusiasmo dai bambini, pronti a vivere insieme a loro una giornata piena di attività. Il nostro obiettivo era semplice: insegnare loro non solo le tecniche di due sport che amiamo, ma anche i valori che essi trasmettono: lavoro di squadra, disciplina, rispetto e voglia di divertirsi.

Il rugby è stato il primo sport che abbiamo introdotto. All’inizio, i bambini si mostravano curiosi ma anche un po’ spaesati: il gioco, con la sua fisicità e le sue regole particolari, rappresentava per loro una novità. Nel giro di poco tempo, però, abbiamo visto i loro volti illuminarsi mentre imparavano a passare la palla, a fare placcaggi leggeri e a correre sul campo con determinazione. Ogni progresso, anche il più piccolo, era una grande vittoria. Abbiamo cercato di trasmettere loro la filosofia del rugby, che va ben oltre l’aspetto della fisicità.

Dopo le prime due settimane dedicate al rugby, abbiamo proposto l’atletica, un altro sport che ci sta molto a cuore. Gli esercizi di corsa e salto sono stati accolti con gioia fin dal primo momento. L’atletica ha insegnato loro a superare i propri limiti, a lavorare su resistenza e velocità, e a imparare dai propri errori. Ogni bambino ha trovato la sua disciplina preferita: chi si è appassionato al salto, chi alla corsa, declinata in diverse attività. La competizione sana, senza mai dimenticare il divertimento, è stata il nostro obiettivo in ogni incontro.

Durante queste giornate, non ci siamo limitati a insegnare sport, ma abbiamo anche ascoltato e condiviso momenti di vita con i ragazzi. Ci hanno raccontato delle loro passioni, delle piccole sfide quotidiane e dei sogni che cominciano a sviluppare. Con la loro spontaneità e creatività, ci hanno insegnato l’importanza di vivere ogni momento con gioia, senza troppe preoccupazioni.

La vera magia, però, si è manifestata quando abbiamo visto i bambini collaborare tra loro: nella formazione delle squadre di rugby o nell’aiutarsi nei momenti di difficoltà. Abbiamo capito che non importa vincere o perdere; il vero obiettivo è imparare insieme, affrontare le difficoltà e festeggiare ogni piccolo traguardo.

Ripensando a questi momenti, ci rendiamo conto di quanto sia stata speciale questa esperienza. Ogni giornata trascorsa insieme è stata un momento di crescita, non solo per loro, ma anche per noi.

In conclusione, desideriamo ringraziare di cuore il dott. Damiano Meregalli, educatore e figura di riferimento e coordinamento del progetto presso l‘Oratorio di Civenna, che ci ha permesso di vivere questa esperienza indimenticabile; il don Giovanni Giovannoni, che ci ha ospitato e accolto; il don Walter Anzani, che ci ha messo in contatto con questa coinvolgente realtà a pochi passi da casa nostra.

Il nostro consiglio a tutti è di vivere esperienze simili. Condividere la propria passione per lo sport con i più piccoli non è solo un atto di insegnamento, ma anche un’occasione per imparare a vedere il mondo con occhi nuovi. E chissà, forse alcuni di loro diventeranno grandi atleti, ma soprattutto adulti che non dimenticheranno mai i veri valori dello sport.

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