di Leila Bertolio, Beatrice Gojan e Hamza Anniz, classe 1^ AFM
Siete mai entrati in un museo… in attesa che riapra? Il 12 dicembre, noi studenti della 1^ AFM, insieme ai compagni della 1^ LSS, siamo partiti alla volta della Biblioteca Comunale “Giuseppe Pontiggia” di Erba. L’obiettivo era visitare la mostra “L’Egitto ad Erba” – un modo per viaggiare nel tempo e nello spazio restando nel nostro territorio – e poi scoprire alcuni luoghi significativi della città, toccando con mano la sua storia, tra edifici in degrado e vecchie fabbriche dismesse. Quest’uscita didattica è stata organizzata dalle nostre docenti, la prof.ssa Sala e la prof.ssa Moscadelli, con l’intento di unire la disciplina di Storia all’Educazione Civica, per farci riflettere su come il passato, la cultura e il contesto urbano siano strettamente legati.

All’arrivo in biblioteca, siamo stati accolti dalla curatrice della mostra, la dott.ssa Clelia Orsenigo. La collezione completa degli oggetti egizi, solitamente custodita nel Museo di Erba ora chiuso per restauri, tornerà visibile nella sua sede solo nel 2026. Nel frattempo, grazie a questa mostra, abbiamo potuto ammirare alcuni pannelli raffiguranti monumenti dell’Antico Egitto, teche con piccoli oggetti della vita quotidiana – come un amuleto e una spatola per il trucco – e perfino delle riproduzioni tridimensionali di resti mummificati: una mano, un piede e un cranio riprodotti con una stampante 3D. L’aspetto più sorprendente è stato poterli toccare: un’esperienza tattile che ci ha fatto sentire più vicini a un mondo così lontano. Ogni tavolino era corredato di descrizioni in braille, un segno di grande attenzione all’accessibilità, e tramite supporti multimediali abbiamo osservato come le TAC consentano di “vedere” dentro le mummie senza danneggiarle, nonché di ricostruirne il volto originario.



Conclusa la visita, abbiamo intervistato la curatrice e, in un secondo momento, ci siamo trasferiti negli spazi della biblioteca per porre alcune domande alla Direttrice. È stato interessante capire come la mostra punti a mantenere viva l’attenzione sul patrimonio culturale di Erba anche durante la chiusura del museo e come, in futuro, questo materiale possa viaggiare per farsi conoscere altrove. Abbiamo appreso che la collezione verrà presto prestata a Casale Monferrato e, per l’autunno 2025, si pensa già a una nuova mostra dedicata al Buco del Piombo, a conferma del fatto che la cultura non si ferma, ma si sposta, si adatta e si rinnova. La Direttrice della biblioteca, dal canto suo, ci ha spiegato come la struttura sia impegnata a coinvolgere i giovani lettori, per esempio creando un “fondo giovani adulti” con romanzi, fantasy, fumetti e graphic-novel posizionati in modo da essere facilmente trovati. L’obiettivo è rendere la biblioteca un luogo accogliente, familiare, in cui i ragazzi possano sentirsi a casa: non solo libri di testo, ma anche giochi, riviste, giornali, risorse multimediali. Un luogo vivo, che segue l’evoluzione dei gusti e delle abitudini dei lettori del futuro.
Dopo i saluti e i ringraziamenti, abbiamo proseguito il nostro percorso attraverso la città di Erba, osservando il suo tessuto urbano: un vero e proprio viaggio nella storia locale, tra antichi palazzi e zone in stato di abbandono, per comprendere il passato e riflettere sul futuro del territorio. Abbiamo fatto una sosta nel parco Majnoni, ammirato il teatro all’aperto Licinium e, infine, ci siamo gustati il nostro pranzo al sacco sotto un sole inaspettatamente caldo, arricchiti da un’esperienza che ha saputo intrecciare passato, presente e prospettive future.
Sapevate che…
La Biblioteca Comunale di Erba è dedicata a Giuseppe Pontiggia, nato a Como ma molto legato a questa città. Pontiggia (1934-2003) è stato uno scrittore di fama, vincitore di prestigiosi premi come lo Strega e il Campiello. Il suo romanzo più celebre, “Nati due volte”, racconta la sua esperienza di padre di un figlio disabile. Grande amante dei libri, Pontiggia possedeva una biblioteca personale di ben 30.000 volumi, mentre oggi la Biblioteca di Erba ne custodisce circa 55.000. Dedicare la biblioteca al suo nome significa onorare la memoria di un uomo che ha sempre creduto nel potere della cultura e della lettura, valori che continuano a vivere nelle iniziative rivolte ai giovani e alle generazioni future.




