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Cronache Manzoniane

Ricordare per non dimenticare: La Giornata della Memoria

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Ricordare per non dimenticare: La Giornata della Memoria

Tempo di lettura: 4 minuti

di Danilo Sorace e Juri Villa, classe 4^ AFM. Premessa a cura della prof.ssa Chiara Moscadelli

Con l’avvicinarsi della Giornata della Memoria, la redazione del blog mi ha proposto di scrivere un articolo in occasione di questo importante anniversario storico. La richiesta non è stata casuale: è già da qualche mese che porto avanti un progetto nelle mie classi, si tratta dell’ “Accadde oggi”, un modo per parlare di storia che permette di svincolarsi dai manuali e dai programmi scolastici. Ogni settimana gli studenti, a turno, espongono alla classe un evento accaduto in un giorno particolare della storia, fornendone il contesto e le principali informazioni. Perché? Per ampliare le conoscenze di tutti (docente compresa) e stimolare la curiosità, ma anche gettare uno sguardo su epoche diverse rispetto a quelle prefissate dall’anno scolastico d’appartenenza.

Galeotta fu la ricorrenza

Proprio a partire da questo stimolo ci è venuta un’altra idea: inaugurare una nuova rubrica qui sul blog, l’ “Accad(d)e che…”. La “d” tra parentesi potrebbe apparire così come scomparire, a seconda dei casi: ci piacerebbe, infatti, pubblicare ogni mese un articolo che si ispiri non soltanto ad un evento storico che accadde in una precisa data, ma anche a qualche fatto di attualità che accade, oggi, nel mondo. L’idea è quella di coinvolgere gli studenti nella stesura di questi articoli, in modo tale che possano essere loro i protagonisti e i narratori del passato, così come del presente. Attraverso il loro punto di vista, ogni mese potremo avere l’opportunità di imparare qualcosa, di rinfrescarci la memoria o di guardare il mondo dalla loro prospettiva.

La giornata di oggi è dunque significativa per inaugurare la rubrica dell’ “Accad(d)e che…”, giornata che alcune classi della nostra scuola hanno commemorato oggi anche grazie ad un’iniziativa del Comune di Erba, che ha previsto la partecipazione alla cerimonia presso il Monumento dedicato “Alle Vittime della Shoah” antistante il Centro Polifunzionale San Maurizio nella cittadina.

Lascio ora la parola a due studenti per un significativo episodio dell’ “Accadde oggi” che – come avrebbe detto qualcuno – “conoscere è necessario“.

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata della Memoria, un momento dedicato a riflettere sugli orrori dell’Olocausto e sul significato del ricordare. E’ una data non casuale poiché il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche liberavano il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, svelando al mondo l’atrocità di uno dei capitoli più bui della storia umana.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1941 e il 1945, il regime nazista mise in atto un progetto di sterminio sistematico che portò alla morte di circa sei milioni di ebrei oltre a milioni di altre vittime, tra cui rom, omosessuali, persone con disabilità, prigionieri politici e oppositori del regime. I campi di concentramento, come Auschwitz, Dachau e Treblinka, divennero il simbolo del genocidio e della disumanità, luoghi dell’orrore in cui ci si prefiggeva anche di cancellare l’ identità di ogni persona.

Ricordare queste atrocità non significa solo rendere omaggio alle vittime, ma anche contrastare qualsiasi forma di negazionismo, razzismo e discriminazione, oggi più che mai riemergenti, e promuovere i valori di tolleranza e umanità in una società che, spesso, ne sembra indifferente, se non priva. E’ un atto di responsabilità collettiva, un’occasione per porci domande difficili: “Come è possibile che l’uomo concepisca e commetta simili atrocità? Come fu che un’intera società accettasse, o peggio, partecipasse a tali crimini? Quali segnali furono ignorati e perché?”

La Giornata della Memoria, quindi, non è un semplice esercizio di ricordo, ma è anche, e soprattutto, un invito a riflettere sulle cause dell’abiezione e dell’atrocità di cui diedero prova gli uomini, milioni di uomini. Ricordare è sì un dovere nei confronti delle vittime, ma anche un monito per le generazioni future affinché tragedie simili non possano più ripetersi…

Le scuole giocano un ruolo fondamentale in questo processo di conoscenza di ciò che è accaduto e di educazione e formazione di valori che contrastino l’insorgere ed il ripetersi di tali aberrazioni dell’umanità. In molte di esse si attuano iniziative culturali, commemorazioni, si organizzano anche momenti di conoscenza e di incontro con gli ultimi superstiti e testimoni di quella immane tragedia. Ecco perché, per il nostro Istituto, è stato importante ricevere l’invito da parte del Comune di Erba a partecipare alla commemorazione e, soprattutto, partecipare.

La Giornata della Memoria, dunque, non è solo occasione per ricordare un tragico passato, ma anche un antidoto all’oblio e monito per il futuro, per un futuro migliore per l’uomo, per ogni uomo… Come disse Primo Levi, sopravvissuto ad Auschwitz: “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.”.

VIDEO: Giornata della memoria, Liliana Segre spiega tutto il male dell’indifferenza

Ti consigliamo…
Un documentario: Il rumore della memoria: il viaggio di Vera dalla Shoah ai desaparecidos – Corriere.it
Un film: La zona d’interesse
Un libro: La notte (romanzo)

La nostra partecipazione, come unica scuola presente, alla commemorazione organizzata dal Comune di Erba presso il Centro Polifuzionale San Maurizio

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