di Ricard Gjini e Serena Salandin 2 AFM
Un percorso educativo extracurricolare, tre giornate diverse per conoscere e conoscersi, scoprire i nostri limiti e oltrepassarli.
Questa l’interessante iniziativa organizzata dal nostro istituto per le giornate del 28, 29 e 30 maggio.
La prima giornata è stata dedicata alla scoperta della natura che ci circonda, con una passeggiata all’Eremo di San Salvatore, ex convento di Cappuccini fondato nel 1500 presso la frazione di Crevenna, in cui soggiornò addirittura il Cardinal Carlo Borromeo, tanto caro ad Alessandro Manzoni.
Le classi di tutto l’Istituto, scortate dai professori, dopo essersi ritrovate alle 8:30 presso il Parco Majnoni — piccolo grande polmone verde di Erba — si sono incamminate verso la destinazione prescelta.
Il lungo serpentone di ragazzi vocianti si è inerpicato lungo le vie della città, lasciando dietro di sé, passo dopo passo, il traffico, le auto, il rumore incessante, lo smog, le interrogazioni e le verifiche programmate e non, per immergersi lentamente nella natura.

Percorrendo un suggestivo sentiero di circa 1,3 km con poco più di 100 metri di dislivello, caratterizzato da lunghe file di alti cipressi che costeggiano la Valle Bova, dopo un’ora di cammino la compagnia studentesca “manzoniana” è finalmente approdata a quella che si può definire una piccola e nascosta oasi di pace e silenzio, immersa in un grande prato verde costellato di alberi secolari e di aree picnic attrezzate con tavoli e panchine.

Anche se la scarpinata aveva confermato appieno quanto sosteneva il premio Nobel per la letteratura Thomas Stearns Eliot, ossia che “l’importante è il viaggio e non la meta” — e quindi il piacere e l’importanza di un viaggio non si racchiudono solo nel raggiungere la destinazione finale, ma soprattutto nelle persone incontrate, nei luoghi ammirati e nelle emozioni provate — oserei dire che la gioia di noi ragazzi nell’aver raggiunto l’ex convento cappuccino era visibile a occhio nudo.
I professori ci hanno concesso di riprenderci dalla faticosa camminata, regalandoci un meritato momento di relax.
Chi giocando a pallone, chi ascoltando musica, chi chiacchierando, chi giocando a carte ha riacquistato forze, energia, fiato, lucidità mentale ed entusiasmo, prima di andare alla scoperta dell’eremo, che deve il suo nome all’eremita Salvatore, il quale pare custodisse la piccola chiesa fin dalle sue origini intorno al 1100.
Questo luogo di meditazione e preghiera presenta al suo interno una chiesetta più volte restaurata nel corso dei secoli e impreziosita da un meraviglioso affresco di Michelino da Besozzo; conserva inoltre un bellissimo chiostro originale del 1500 e il refettorio dei Cappuccini.
Degna di nota è anche la spettacolare vista sul lago di Pusiano e sulle valli sottostanti, che si può ammirare dal giardino.

Siccome per i nostri professori sembra essere imprescindibile l’allenamento del corpo insieme a quello della mente, e ritenendo fondamentale per la vita di noi adolescenti l’equilibrio tra benessere fisico e mentale, inneggiando alla famosa frase latina tanto amata dagli acculturati — mens sana in corpore sano, ovvero mente sana in corpo sano — hanno deciso di organizzare un concorso fotografico dal titolo “Uomo e Natura”.

Il concorso prevedeva la partecipazione di gruppi da tre a cinque studenti, che avrebbero dovuto presentare un elaborato fotografico accompagnato da una didascalia poetica, ispirati dalla lettura espressiva di un brano composto dalla professoressa Sala e interpretato insieme alla professoressa Moscadelli, che rappresentavano rispettivamente l’uomo e la natura in dialogo tra loro.
E quale miglior modo per incentivare l’adesione spontanea e apparentemente disinteressata di noi ragazzi al concorso, se non quello di premiare i vincitori delle tre categorie in gara — “Migliore fotografia”, “Migliore didascalia poetica” e “Migliore interpretazione complessiva del tema” — con un altisonante 10 in Educazione Civica?

Dopo esserci tutti trasformati in tanti Oliviero Toscani ed Eugenio Montale, alla ricerca dello scatto migliore e del verso poetico più creativo, si era fatta ora di pranzo e noi studenti ci siamo radunati in gruppo per assaporare il nostro pranzo al sacco in compagnia.
Infine, con la pancia piena di cibo condiviso, le gambe piene di passi, la mente piena di nuove conoscenze artistiche e storiche, gli occhi pieni di nuovi colori profumati, le orecchie piene di silenzi e parole mai udite, abbiamo ripreso la strada verso casa, arrivando a scuola alle 13:30.
I vincitori del concorso fotografico “Uomo e Natura”
MIGLIOR FOTOGRAFIA
Gruppo vincitore:
- Gilardi Aurora, Pozzi Eleonora, Hamd Marim (3^AFM), Palillo Francesca (4^AFM), Vallario Martina (5^AFM)

MIGLIOR DIDASCALIA POETICA
Gruppo vincitore:
- Frigerio Leonardo, Diobono Diego, Sala Mattia, Moreschi Andrea (3^LSS)
Didascalia:
“I fiori gialli lo circondano,
Non come piante, ma come fratelli,
Nati dallo stesso sole,
Nutriti dalla stessa pioggia.”
MIGLIOR INTERPRETAZIONE COMPLESSIVA DEL TEMA
Gruppo vincitore:
- Alvino Diego, Paladino Nicolò, Tettamanti Anna (4^LSS)
Didascalia:
“Nasci, cresci, ti evolvi e muori…
Come un ruscello in piena stagione.”

Questa giornata all’Eremo di San Salvatore si è rivelata molto più di una semplice uscita scolastica: è stata un’occasione per crescere, per mettersi alla prova e per scoprire che, insieme, possiamo costruire qualcosa di bello.
I vincitori del concorso “Uomo e Natura” hanno saputo interpretare alla perfezione lo spirito di questo percorso, unendo arte, sensibilità e consapevolezza.
Speriamo che questa esperienza resti nel cuore di tutti noi come un invito a guardare il mondo con occhi nuovi, pieni di meraviglia e di rispetto.
Per vedere altre fantastiche foto della nostra giornata all’Eremo di Sal Salvatore https://www.instagram.com/p/DJG1hEsoYOE/?igsh=Mnc5Nm11NDVyMG56



